LA COMUNICAZIONE MILITARE NELL’ANTICA GRECIA

In guerra, oggi come ieri, la comunicazione assume un ruolo fondamentale. Non solo è importante sapere dove si trovano le proprie forze e dove quelle del nemico, o sapere cosa è accaduto o cosa sta accadendo, ma è anche prioritario trasmettere le notizie e soprattutto gli ordini, nel minor tempo e nel modo più efficace possibile.

L’autore che più ci illumina sulle tecniche di comunicazione e sulla riflessione che gli antichi stessi vi fecero è probabilmente Polibio. Nel libro X delle “Storie ci descrive i sistemi di trasmissione per mezzo dei segnali luminosi con fuochi1 e descrive nell’opera, svariati episodi in cui i segnali prestabiliti furono fondamentali per permettere e avviare determinate azioni militari.

Oltre al fuoco e alla comunicazione tramite torce, che Polibio ci descrive come la più efficace2, il mondo antico conosceva altri sistemi. Insieme alla comunicazione sonora per mezzo di trombe, conchiglie e corni, usati in battaglia per dare ordini alle truppe (sono attestati almeno due differenti suoni corrispondenti alla carica e alla ritirata), erano utilizzati i riflessi prodotti tramite scudi3 e l’uso di stendardi colorati4.

Per quanto riguarda i segnali luminosi abbiamo una prima distinzione fra l’utilizzo del fuoco per dare un segnale, precedentemente stabilito, e l’utilizzo del fuoco per trasmettere un’informazione.
Nel primo caso le parti si mettevano d’accordo sull’usare il fuoco per segnalare una precisa situazione, come se il messaggero dovesse indicare un momento preciso o rispondere ad una domanda con un sì o un no (ad esempio se il nemico avesse subito perdite numerose).
Basti come esempio Annibale che, nel 212 entrò a Taranto dopo che un gruppo di cittadini decise di tradire l’alleanza con Roma e passare al fianco di Cartagine; concordò con loro che “Annibale quando fosse giunto a oriente della città dalla parte di terra presso le porte chiamate Temenidi, doveva accendere un fuoco […]. Tragisco visto il fuoco dall’interno, doveva accenderne un altro in risposta. A questo segnale Annibale, spento il fuoco, doveva avanzare lentamente verso le porte”.5

Nel secondo caso, ovvero la trasmissione di messaggi o ordini, le cose si fanno più complicate. Infatti non si trattava di dare un semplice segnale, ma di comunicare messaggi spesso complessi e soprattutto non concordabili in anticipo, vista l’imprevedibilità della guerra. Polibio stesso insiste sul tema dell’imprevedibilità e su come si passi da un sistema poco efficacie perché basato su un modello rigido ad un sistema in grado di trasmettere qualsiasi messaggio, anche non concordato.

Il primo sistema che ci descrive Polibio è un sistema perfezionato da Enea Tattico, il quale voleva appunto superare il problema del poter comunicare messaggi invece di semplici segnali.

Il sistema ideato da Enea Tattico si basa sull’utilizzo di due recipienti uguali (uno per punto di segnalazione) colmi d’acqua e dotati di un tubicino per il deflusso.
All’interno del recipiente va posto un un sughero largo poco meno del contenitore con al centro una asta con diverse tacche, sopra le quali si incideva un simbolo6.
Ad ogni simbolo va quindi assegnato un significato ad esempio “arrivano cavalieri” “arrivano fanti” “arrivano navi” “arriva grano” …
Quando si vuol dare un messaggio il segnalatore alza la torcia e il ricevente appena la vede fa lo stesso. A questo punto entrambi abbassano le torce e aprono il tubicino per far uscire l’acqua.
Quando il segnalatore alza nuovamente la torcia si chiudono i tubi e si ferma l’acqua.
A questo punto basterà guardare quale tacca sarà al livello dell’orlo del recipiente per capire quale messaggio è stato trasmesso.

Secondo Polibio questo sistema è già un grosso passo avanti rispetto alla semplice torcia, ma ha il grosso difetto di poter trasmettere solo una predeterminata serie di casistiche (che in guerra non sono mai tutte prevedibili); inoltre lo fa in modo impreciso: infatti sapere che “arrivano cavalieri” è un’informazione poco utile se non so “quanti cavalieri stanno arrivando” perché non sono in grado di capire fino in fondo in che modo mi conviene reagire a questo fatto.

Polibio ci parla infine del sistema più recente, ideato da Cleoseno e Democlito e da lui migliorato7.
Il sistema consiste nel preparare per entrambe le postazioni cinque tavolette in cui si inseriscono cinque lettere dell’alfabeto, a parte l’ultima che ne avrà una in meno8.
Il modo più semplice per farlo è inserirle in ordine alfabetico, ma se si vogliono rendere leggibili i messaggi solo ai possessori delle tavolette basta usare un ordine diverso.
Se teniamo conto del fatto che i greci esprimevano anche i numeri con le corrispondenti lettere dell’alfabeto, i soldati avevano così a disposizione la possibilità di comporre e quindi trasmettere qualsiasi messaggio, potendo così efficacemente porre rimedio all’imprevedibilità delle situazioni belliche.
La trasmissione avveniva sempre con le torce ma in modo molto differente. Ogni postazione aveva a disposizione due gruppi di cinque torce uno a sinistra e l’altro a destra, coperte da un muro di legno alto come un uomo e lungo circa 10 piedi (poco meno di 3 metri e mezzo)
Per iniziare a comunicare si alza una torcia per lato e si attente che l’altra postazione risponda allo stesso modo. A questo punto si alzano le torce del gruppo di destra per indicare la tavoletta da guardare e le torce di sinistra per indicare la posizione della lettera sulla tavoletta. Ad esempio se voglio comunicare la lettera “Omega”, alzerò tutte e cinque le torce di destra (ultima tavoletta) e quattro torce di sinistra (l’omega infatti sarà la quarta lettera della quinta tavoletta, essendo l’ultima lettera dell’alfabeto greco).
In questo modo una postazione poteva comunicare ciò che voleva. Chiaramente Polibio stesso mette in guardia sul fatto che per rendere il sistema efficace servono innanzitutto frasi il più breve possibile per rendere la trasmissione veloce e poi formare adeguatamente gli uomini alle postazioni per evitare errori. Per quanto riguarda gli spazi fra le parole, erano sconosciuti alla scrittura greca e quindi anche esclusi dal sistema di comunicazione.

Un’altra forma di comunicazione, probabilmente la più diffusa, era quella tramite staffette e messaggeri, la comunicazione tramite volatili invece, pur non essendo sconosciuta è poco attestata per l’epoca greca.
Le staffette portavano messaggi scritti cosa che, in un contesto di guerre combattute generalmente fra città parlanti greco, comportava il problema del nascondere, o meglio del cifrare, i messaggi.
Gli spartani, secondo quanto apprendiamo da Plutarco nella Vita di Lisandro, a tale scopo idearono il sistema della scitala9.

La scitala altro non era che una stecca di legno, liscia o sfaccettata, su cui veniva avvolta, senza lasciare spazi una striscia di papiro o cuoio su cui poi veniva scritto il messaggio nel senso della lunghezza. Completato il messaggio la striscia veniva srotolata rendendo illeggibile il messaggio per chi non avesse avuto una scitala della stessa lunghezza e diametro.


1Polibio, Storie, X, 43-47.

2“Il metodo della segnalazione col fuoco che è della massima utilità nelle operazioni di guerra […] Infatti è possibile conoscere per chi lo desidera ciò che è appena accaduto o ciò che ancora sta accadendo anche se egli è distante tre o quattro giorni di viaggio e anche di più”

3Cfr. Plutarco, Lisandro, 11,1;
Erodoto, Storie, VI, 115

4Cfr. Polibio, op.cit., II, 16

5Polibio, op. cit., VIII, 30

6Polibio fornisce anche misure precise, i recipienti infatti dovevano essere larghi un cubito (45cm ca.) e profondi due, mentre le tacche sull’asta dovevano essere segnate ogni 3 dita (1 dito corrisponde a 1,85cm ca.)

7Non si conosce altro sui due personaggi e non si sa quale fosse la loro invenzione originaria né il miglioramento apportato da Polibio.

8L’alfabeto greco è costituito infatti da 24 lettere.

9Plutarco, Lisandro, 19,6

Per l’impiego della scitala vedi anche Tucidide, Guerra del Peloponneso, I, 131

Simmachia Ellenon

Simmachia Ellenon

La Simmachia ELLENON è stata fondata nel 2008 da Kratos, Leonnato il Titano e Ikarus. Nel 2011 si è costituita come associazione con l'aggiunta di Dardano, Nestore, Aiace, Teseo.

I commenti sono chiusi.